LA STORIA DI FODAY

Foday ha 20 anni e viene dal Gambia: è uno dei volti più giovani del nostro laboratorio, ma sotto la visiera del suo cappellino nasconde un carattere determinato e indipendente. 

È arrivato a Como un anno e mezzo fa: anche se ha un bel ricordo del mare del suo paese d’origine, dice che l’unica cosa che gli manca del Gambia è la sua famiglia. Oggi preferisce la nostra città, dove vorrebbe trovare un appartamento, e racconta di quanto gli piacciano il lago e le montagne che lo circondano e quanto lo rilassi passeggiare per la Spina Verde. 

Pochi mesi dopo il suo arrivo in Italia ha scoperto CouLture Migrante: la realtà che lo accoglie gli ha chiesto che mestiere facesse in patria, e la sua esperienza come sarto l’ha portato da noi. Prima frequentando un corso di formazione, poi cominciando un tirocinio “in bottega” nel nostro laboratorio. 

In poco tempo ha imparato tanto: se in Gambia cuciva vestiti da uomo e da donna, da noi per la prima volta si è confrontato con zaini, borse e accessori.

Foday da subito si è mostrato molto sicuro e capace, trovando spesso anche soluzioni per lavorare in maniera più efficiente e prendendosi ben presto sempre più responsabilità.

A spingerlo, oltre alla passione per il lavoro sartoriale, c’è anche la sua ambizione e la sua voglia di crescere: sogna un giorno di creare un proprio marchio di moda e sta facendo tesoro dell’esperienza.

È una cosa che abbiamo capito in modo più esplicito quando ha accompagnato Chiara sul palco di TEDxYouth@LakeComo per presentare CouLture Migrante a una platea di studenti delle superiori e dell’università presso il Teatro Sociale di Como.

Superando la timidezza del parlare di fronte a un pubblico così grande per la prima volta nella sua vita, Foday ha parlato di cura. Ha raccontato che nel nostro laboratorio ha imparato a lavorare con cura, ad applicarla nel suo lavoro, e che quando le cose sono fatte con cura, questo viene notato anche dagli altri. 

Ci ha colpito soprattutto quando ha sottolineato l’importanza di dare valore al proprio destino: “La vità non è facile, è difficile, ma ci sono tante opportunità da cogliere: dobbiamo avere la forza di guardare avanti, mai indietro”.

È stato un discorso in cui abbiamo visto riflessi la cura che gli vediamo mettere ogni giorno dietro la macchina da cucire e la determinazione ad arricchire la propria esperienza con lo sguardo rivolto sempre al futuro.