UNA NUOVA INSEGNANTE
La formazione, non ci stanchiamo mai di ripeterlo, è una parte essenziale di ciò che siamo. Un modello che abbiamo creato e che cerchiamo di far crescere ogni volta, in ogni corso che facciamo, per mettere la nostra esperienza al servizio di chi deve lanciarsi nel mondo del lavoro partendo da una posizione di svantaggio, con barriere linguistiche e culturali da superare. A chi ha la necessità di reinventarsi in una nuova realtà.
A gennaio per la prima volta sono partiti in contemporanea due corsi, che occupano il nostro salone per tutta la settimana. Una piccola grande impresa che è stata possibile anche grazie alla presenza di una nuova insegnante oltre alla nostra sarta formatrice Rosa: Silvia Valli.
Silvia ha fatto della parola “reinventarsi” quasi un mantra, fin da quando ha deciso di lasciare l’attività di programmatrice per seguire il suo lato più artistico: ha imparato il mestiere di sarta teatrale e si è formata come modellista, lavorando per importanti teatri e sfilate di alta moda, trasferendosi a Como e aprendo il suo Atelier di abiti da sposa.
Il mondo lussuoso degli abiti da sposa potrebbe sembrare un universo totalmente separato dal nostro. Eppure nel lavoro di Silvia ci sono tanti aspetti che riflettono anche il nostro operato quotidiano: la cura artigianale, il reperimento di materiali di qualità sul territorio e un forte bisogno di essere aperti al mondo fuori dalla porta della sartoria.
Sarà per questo che, quando Silvia è entrata in contatto con noi attraverso un’amicizia comune (il fotografo Carlo Pozzoni), è subito scattata una molla.
Silvia sentiva il bisogno che la sua esperienza, le sue competenze e le sue sperimentazioni non rimanessero confinate alla sua sartoria e che venissero trasmesse ad altre persone. Aveva bisogno di cucire nuovi rapporti in una città nuova e di confrontarsi con un mondo diverso da quello con cui ha normalmente a che fare nella sua attività.
In questi mesi Silvia ha condiviso la sua competenza e la sua esperienza, dapprima supportando la modellistica: “È la parte che mi appassiona di più, e cerco di tenere però sempre anche uno sguardo alla lavorazione. Progettare significa anche immaginare le tempistiche e le difficoltà di chi dovrà cucire, pensare al lavoro che dovranno fare”.
Ora Silvia è stata coinvolta anche nel seguire i nostri corsi di sartoria di base, dove si parla di cucito a macchina, cucito a mano e modellistica: “Anche nei corsi provo a trasferire questo approccio, quello a pensare prima di realizzare, con una progettualità che aiuti a creare qualità”.
Una nuova sfida a cui si è approcciata quasi in punta di piedi, ma con la voglia di dare un contributo: “È bello avere a che fare con persone che hanno voglia di imparare: in CouLture Migrante ho trovato un’isola felice, che rispondeva alla mia necessità di fare e dare. Trovare questo posto è stato un regalo”.